Publié dans De retour en Italie, italiano, The Utopia Tour, Travel

Fa’ le  valigie, andiamo a Milano 

Sono appena tornata da quattro giorni in Italia, di cui uno a Roma e tre a casa mia,  quando torno a lavoro per una settimana e seduta davanti al computer in ufficio mi arriva un messaggio ho prenotato tutto, lunedì andiamo a Milano. 

Il lunedì seguente saliamo di nuovo su un aereo, (a Monsieur non piacciono gli aerei, é più tipo da treni ma questo é il terzo che prende in una settimana!) partendo di buon ora da Charles de Gaulle con direzione Malpensa . Ho ancora sonno, il caffè di Starbucks non è riuscito a compensare la mia levataccia ma mentre cerco di addormentarmi tra le nuvole penso eccomi pronta a visitare una delle tappe del mio  Utopia tour .

Appena arrivata la terminal capisco che questa città già mi piace, cosa trovo non distante dall’accesso agli arrivi? Una boîte a livres, solo due libri però sono in italiano o meglio erano perché adesso sono nella mia libreria. Li altri li ho lasciati perché l’olandese mi rimane un po’ difficile. Dopo l’entusiasmo libresco recuperiamo la nostra « chiave d’accesso »alla città meneghina, la Milano Card, una carta che ci da sconti nei musei convenzionati e l’abbonamento ATM per 48 ore, ammesso che vi funzioni. In questo caso avrete più fortuna di me che ho dovuto sventolarlo ogni volta al controllore per farmi aprire i tornelli della metro.  Disagi con i trasporti a parte, il resto della carta é davvero utilissimo e ne approfittiamo fin da subito.


  La nostra prima visita é ovviamente il Duomo, unico esempio di arte gotica in Italia . Avendo scelto il pass completo abbiamo l’accesso anche alle terrazze e ai sotterranei.  L’interno é maestoso e sacrale , le vetrate colorate lasciano passare il minimo indispensabile di luce, e l’atmosfera cupa e rispettosa tiene il passo con le grandi cattedrali gotiche europee in cui luce e ombra coesistono senza intralciarsi.
Nei sotterranei abbiamo trovato i resti della chiesa d’epoca romana di Santa Tecla, probabilmente una delle prime attestazioni del cristianesimo nella zona, in un periodo storico in cui , quella che attualmente è la religione più praticata del paese era ancora spesso perseguitata come minoranze.


 Sulle terrazze si può ammirare la città in tutta la sua bellezza dall’alto delle guglie, non manca qualche gargoile cugino di quelli di Notre Dame ma qui su, tra archi a sesto acuto e pennoni si incontrano più spesso santi che catturano l’attenzione fino a concentrarla su di lei La Madunina regina incontrastata della città.


Ridescesi dalle guglie ci siamo diretti verso un altro imperdibile simbolo di Milano, il palazzo sforzesco. Dato l’orario non abbiamo avuto modo di visitarne le esposizioni che ospitava, ci siamo accontentati allora di passeggiare tra i suoi chiostri, i cortili e sorprendere i milanesi fare lo stesso il che mi ha fatto sentire un po’ meno turista di massa. 


Dopo la lunga giornata torniamo in hotel per riposarci e rinfrescarci prima di andare a cena. Sono appena le otto e lungo la via tutti ci propongo già da bere e io, sarà che sono più provinciale di quando voglia ammettere, non capisco se sia  già troppo tardi  per l’aperitivo o  ancora troppo presto per il dopocena . Alla fine della strada, ad angolo con Piazza Gae Aulenti, troviamo un ristorantino che ci sembra carino, niente ristoranti stellati sui navigli quindi, stasera ci cena qui.  E magari sarò banale ma non potevo astenermi  dall’assaggiare un autentico risotto alla milanese, dato il mio amore sconfinato per i risotti. 
L’indomani facciamo un giro che é un misto tra i luoghi che vanno assolutamente visti e posti niente affatto turistici. Tanto per cominciare  abbiamo due appuntamenti con delle amiche che studiano qui, ma in due posti diversi e ho promesso a Monsieur che saremmo andati a vedere lo stadio del Milan, visto che é stato lui a organizzare il viaggio direi che se lo merita anche se non capisco  cosa ci vada a fare uno juventino che per di più é di origine Toscana.  Giusto il tempo di fare una foto davanti a San Siro, che torniamo in centro, abbiamo un appuntamento in Galleria Vittorio Emanuele . 


Nel cuore dello shopping a colpirmi non sono le boutique degli stilisti firmati, forse considerato quanto mi piaccia mangiare, un po’ d’interesse mondano l’ho trovato davanti al ristorante di prossima  apertura di Carlo Cracco, ma sono stata completamente affascinata dalle decorazioni dorate, dallo stile neorinascimentale  e dalle cupole in vetr e acciaio.  Eccomi all’improvviso proiettatami nel XIX secolo, gran dama della borghesia parigina in visita alle sue amiche milanesi e  a rendere ancora più credibile questa immagine, segue una visita alla Scala . Non ho mai saputo resistere al fascino del Teatro alla Scala, ad ogni prima sono lì pronta sul mio divano seguendo la diretta TV , pregustando il giorno in cui potrò sedermi in platea. Ebbene, forse non avrò assistito ad una messa in scena del Löhengrin o della Turandot ma ho passeggiato per i corridoi e gli androni , per le scalinate e nei palchetti, ho ammirato costumi di scena delle più belle rappresentazioni e i cimeli dei più grandi artisti che si sono esibiti qui. Ed è stato altrettanto emozionante.  


Le visite turistiche non potevano finire in modo migliore , da qui una volta recuperata l’amica che era andata a fare shopping mentre io mi ero persa nella belle epoque , fingendomi vestita di pizzi e crinoline, andiamo all’università. Cosa c’è di meno turistico di andare a visitare un ateneo privato per augurare un in bocca a lupo ad un’altra amica che aspetta di fare un esame ? Niente se non forse andare a fare merenda con granita e cannoli (l’amica che ci accompagna é siciliana).

Prima di partire, come non negarci un giro in darsena e sui navigli? Ma dello sfavillio e della vita notturna  che li caratteri non on c’è nulla. Ci sono i raggi del sole che gioca con l’acqua, e la tranquillità rotta soltanto dalle risate dei bambini e dal cigolio di una bicicletta. Perché noi siamo alternativi e sui luoghi della movida milanese, ci andiamo di giorno.


 

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Une brunette à Lyon

What could do  a pretty curious Italian girl like me during the last French election weekend  when her boyfriend is back to Lyon to vote ? Jump on the train with him and discover a new city ! We only stayed a weekend so he couldn’t shownme so many things but I was surprised and fascinated  by his hometown anyway.

Day 1

My first sight to Lyon is Part Dieu, important railway nerve and economic heart of the town. Here we catch  the bus to go to Parc de la tête en or, a very suggestive garden which you really shouldn’t miss if you have planned to visit this city. Before to get to the parc we crossed Rue de Belges, headquarter of many ambassies and of the Interpol as well. 


La tête en or parc is so-called  because, according to the myth, under the surface of the lake , it lies a golden head which appears only on a particular day of the year. Many expedition have been organised to find the legendary head  but nobody has never found it. However if you can’t get to find the head , there is much more to see  in the huge parc , such as the sophisticated Japanese gardens and the open air zoo .


After a stop to refresh and have dinner at home, we went back to Lyon again to discover it under the moonlight. I honestly can say  that at night it’s even more impressive! Bad weather didn’t stop us who walked under the rain through the narrow streets of the vieux Lyon . The spectacular boardwalk on the Rhone river was shining in the starlight and not so far there is St John baptist cathedral.

Day 2

Time to go back to Paris came up rapidly but we still have time to visit other beautiful places . First of all the Roman theatre in a almost perfect state of preservation. As Italian, I’m very impressed to  see ancient Romans sites abroad and I can’t help comparing to those in my country. It seems that outside Italy , they   are better preserved and more respected , as if foreign people care about our history and culture more then ourselves do. Next  the theatre there is also a Gaul-Roman museum but we haven’t  enough time to  visit it , we toke the funicular railway back to vieux Lyon again.


  We  visited the majestic church of the Holy Virgin in Fourviere which dominate the city from the top of an hill.  With rare samples of dark complexion effigies and lots of prayers in different languages, ( I spotted also in Chinese, I have beenso proud of myself to have understood it!) the church is  enterely dedicated to the Virgin Mary who saved the city from the Black Death. Going down hill we followed the paths of the rose gardens usually used during  holy processions.


Lunch time came suddenly,we had our meal at Les ventres jaunes, a typical bouchon lyonnaise.  I could taste regional dishes such le saucisson brioché (a sausage baked within a bread) and its salade lyonnaise  and of course th King of Rhone department cheese, for which I completely fell, Sain Marcellin. Creamy, with its so  characteristic favour, delicate and strong at the same time …in one word delicious ! 


We still got a couple of hours before to get the train back to Paris, we wandered trought the streets of the ancient town,trought the traditional shops , among  warm-hearted and friendly people . While traveling trought the  French countryside, back to Mickey’s kingdom I just felt I would miss this wonderful city. 

Interesting facts about Lyon

  • One of the most important museum in  Lyon is Musée des confluences  . Hosting many exposition, this modern museum of natural history, is called this way because it has been  built where the rivers Rhone and  Saone flow together. 
  • If we think at floating houses we instantly think at Amsterdam too, but this original kind of house is very popular in France as well. Here they call them peniches and their hometown it’s Lyon itself .
  • Lyon is the city of guignols  too . these traditional marionettes are used during public shows  to joke about politicians and the government .  They are so important in the local culture that they also have a dedicated museum  .

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      25 mais on dirait pas !

      Tout a commencé il y a 25 ans et mois j’étais pas encore là ( suis arrivée quelques mois après 😉) . Il y a 25 ans une petite souris américain nommé Mickey est venue conquérir Paris.


      C’est n’est pas une lesson d’histoire ce post, je ne suis pas  là pour vous raconter le développement de la premiere destinations d’Europe , je veux parler  de l’événement du siècle, ou pour mieux dire du quart de siècle. 

      Cette année, le 12 april a été l’anniversaire de nous tous Cast Member, on a tous fêté nos 25 ans.  

      Et on les à feté comme il fallait ! 🙌🏻🔝🎉
      C’était émouvant. Pas d’autre mot pour les décrire, j’avais les larmes aux yeux car je savais j’étais en train de participer à quelque chose de énorme et remarquable, j’étais là.  Je suis plus sur le parc, loin de ma adoré Main Street et des costumes début XIX siècle,  je travaille maintenant aux quartiers administraves et bien sûr c’est cool et laisse les personnes impressionnés mais le parc, l’action, la fatigue, les queues interminables me manquent terriblement. La magie me manque. Alors je pouvais pas rester enfermée dans mon bureau ce 12 avril, je devais absolument être au parc et donné ma contribution à cette Grand Célébration.


      Si vous avez vu la vidéo du flash mob , moi, j’étais là. Début de 4 heure du matin, j’ai mis tout mon esprit et mon entousihasme pour descendre les escaliers du château avec tous les autres collègues, suivant les pas de la chorégraphie que j’avais appris le jour avant, rigoureusement habillée en bleu, couleur du 25 eme.

      J’ai retrouvé mon Parc, mon château, ma magie que en bureau je ne aperçu pas. J’ai rigolé avec les enfants, les adultes, les jeunes comme j’aimais faire une fois. Ce matin là c’était moi la star de la parade. Et j’ai pleuré devant à toutes ces têtes heureuses et amusées, car j’ai encore une fois  bien  fait mon travail, j’ai rendu les gens  joyeux, j’ai remplit de joie leur cœurs tout en remplissant le mien aussi.  

      Pendant ces trois ans de travail chez la souris, j’ai donné tout mon âme mais c’est encore plus ce que j’ai reçu en retour. J’ai grandi, j’ai joui, j’ai aimé comme pas possible. J’ai appris à me connaître et à savoir ce que je veux , c’est ici ou j’ai appris quelle genre de personne je veux devenir. Voilà pourquoi je pouvais pas rester indifférente aux célébrations du 25eme, c’était trop important pour moi remercier ce monde à part  pour tout ce que m’a apporté. Car pour moi, que petite fille j’avais jamais été à Disneyland, ça est devenu beaucoup plus qu’un Parc à thème, beaucoup plus qu’un travail, beaucoup plus qu’une entreprise. Des fois je la hais, de fois je l’adore tellement que je peux pas imaginer de partir. Désormais c’est une partie de moi, un parti de mon parcours  et moi aussi je voulais laisser un signe sur son parcours.

      Si c’est pas ça, la magie ! 🌟🌟✨✨

      Publié dans Disneyland guide by a blonde Cast Member, Français, My life in Disneyland Paris, Travel, 中文

      好久不见 

      …Ça fais long temps…

      Coucous tout le monde ! Je suis vraiment désolée si j’ai pas été très active dans les derniers mois mais j’ai été vraiment occupée comme j’ai eu un nouveau boulot toujours aux royaume enchanté de Mickey. 

      Et donc aujourd’hui je reviens pour confirmer que je suis toujours là avec des événements superbe à vous raconter ! Prochainement sur ces écrans…  Le 25 anniversaire de Disneyland Paris à travers les yeux d’une Cast Member et Un magnifique week-end à Lyon suis la pluie ☔️ 

      Voilà en photo un morceau de ce que vous allez voir bientôt 


      Ça vous plaît ? À très vite alors ! 

      Publié dans italiano, My life in Disneyland Paris, Travel

      Una valigia piena di dubbi o  di sogni ? 

      C’è chi ci compiange come poveri sventurati che non hanno avuto scelta, chi ci ammira per il nostro coraggio e chi ci addita e accusa di aver abbandonato irresponsabilmente  quello che c’era di più importante, il nostro paese. Tra chi ci chiama  poveri, grandi o stronzi noi giovani italiani stiamo tornando ad essere un popolo di espatriati e di migranti, come decenni fa ci allontanino dal nostro pertugio sicuro per cercare occasioni che il nido non ci offre. Lo hanno fatto i nostri nonni e ora ora lo facciamo anche noi.  

      Non é facile per niente, ancora più della valigia pesa il fardello della scelta, sarà quella giusta ? Vale  davvero la pena di lasciare il porto ed andare incontro all’incertezza ? Forse é meglio restare qui e continuare a provare , no ?  Per due anni vi ho raccontato le mie trasferte parigine con la consapevolezza che alla fine sarei tornata all’ovile, che la magia é frivola e volatile , che avevo una laurea da prendere e quindi volendo o no su quel maledetto Parigi/Roma dovevo salirci. Ma adesso mi trovo a pensare che il biglietto di ritorno potrei anche non prenotarlo , che stavolta non sono partita per tornare. Mi pongo tutte le domande necessarie , mi sono chiesta se davvero non ci fosse nulla per me in Italia, se valesse la pena lasciare tutto per un lavoro che non è quello per il quale ho studiato, in un paese la cui lingua non è quella in cui sono laureata . Se sono pronta a vedere la mia famiglia chissà quando mi ricapiterà e a pensare a quanto mi manca mio fratello ogni volta che vedo un gadget di Star Wars.

      Non è facile trovare una risposta a certi dubbi ma aiuta sapere che il mio futuro in Italia non riesco a vederlo ma qui si . Qui riesco a fare progetti a lungo termine, riesco a immaginare in domani . Non necessariamente nella stessa azienda ma nello stesso Paese e con la stessa persona,si .Mi trovo bene, meglio di quanto non mi sia mai sentita a casa. Non ho da recriminare nulla nemmeno ai grandi classici delle rivalità tra Italia e Francia; amo i formaggi francesi, adoro i  vini, ho vissuto 4 anni a Roma e non mi posso certo lamentare dei trasporti dell’Île-de-France. Perfino i francesi mi sono simpatici, di uno ne sono perdutamente innamorata (sarà perché é anche cittadino italiano?). Non mi sento fuori posto, o vuota o apatica com’ero a casa mia . Qui la mia vita scintilla, é come la voglio io, sento che posso essere davvero io, quella che ho sempre voluto essere ma che non ha mai avuto l’occasione di uscire , circondata com’era da spazi opprimenti e scoraggianti. É una boccata d’aria fresca, un’appagante senso di libertà , senza più vuoto nel cuore e senza perdere piano la piano la speranza, senza temere di restare con mamma e papà con la passeggiata del cane come momento catartico della giornata.  Il vuoto é colmato da una frizzante pienezza. 

      Una volta resami conto di tutto questo, le risposte arrivano da sole e la scelta non è più difficile . É qui che voglio stare, in questo paese che mi ha accolto con molto più entusiasmo di quanto mi aspettassi , che é diversissimo dal mio ma quasi identico sotto certi aspetti,  un paese al quale sarò infinitamente grata perché mi ha regalato  delle meravigliose sorprese. E forse un giorno tornerò in Italia, forse no o forse sì . Quella sarà un’altra scelta, un’altra serie infinita di dubbi da vedere in seguito, tornerò quando avrò trovato quello che mi manca; ed é qui che lo voglio cercare .  

      Publié dans Blog Angel, Français

      Blog Angel #3: La ou j’habite 

      Nous voilà avec la troisième aventure bloguesque de Blog Angel et je peux pas croire que on est déjà trois moi que mois que ma jolie Cécile et moi on est en binôme.

      Le thème du moi qu’on a choisi est La ou j’habite ma la que j’ai déjà parlé de mon pays, on a bien pensé de parlere de notre chez nous d’un faisôn différent. Pas des longs et ennuyant articles sur la beauté et l’histoire et les sentiments que notre pays nous suscite mais  on s’est posé  dix questions chacune pour mieux connaître l’une la ville de l’autre.  

      Donc voilà je vous présent mon pays par les questions que m’as posé Cécile :

      1. Comment s’appelle ta ville ?

      2. Dans quel(le) pays/région se trouve-t-elle ?

      3. Est-ce que c’est à la campagne où à la ville ?

      4. Que aimes tu y faire ?

      5. Quel est ton endroit préféré dans ta ville ?

      6. Si je venais, où me conseillerais -tu d’aller ? Que devrais-je visiter ?

      7. Tu y a toujours vécu ? Si non, depuis combien de temps es- tu là ? 

      8. Préférerait – tu rester ou bien vivre ailleurs ? 

      9. À quoi est-ce que ça ressemble ?

      10. Pour rapport à la ville dans laquelle tu à fait tes études, c’était loin ? 


      Publié dans Senza categoria

      Un journée à Paris avec une guide d’exception 

      L’article d’aujourd’hui est la suite du billet qui vois trouvez  icisur les lieu de Paris ancore à découvrir. Je viens de ne visiter un plus une surprise avec mon chéri qui connais bien Paris et est passionné par l’histoire, je pourrais l’écouter toute la journée en parlant de ça, il est vraiment une guide magnifique. Mais ça c’est pas un blog romantique, c’est un blog de voyage sérieux et professionnel et je suis pas là pour vous raconter ma vie amoureuse mais vois présenter cette ville extraordinaire de mon point de vue. 

      La première partie de la journée c’est passé au Château de Vincennes, mon chéri m’avait promis une journée de princesse et du coup m’a amené dans un château. 
        
      Le château à été bâti au début de la guerre des cents ans par Jean II et terminé par son fils Charles V. Les rois de France habitent ici pour le XVI et XVII siècle, même Luis XIV résidait ici , avant de s’installer à Versailles.  Pendant la Révolution, Napoléon fait devenir Vincennes un grand arsenal militaire et à partir du 1948 il accueille les Archives Nationale du Ministère de La Défense et est un important lieu de la mémoire nationale.

      Les chambres à visiter sons 14 et comme presque tous les musées de Paris la visite est gratuit pour les mineurs de 26 ans. À voir absolument c’est la terrasse d’où on peut admirer tout le château et la ville de Vincennes.